Innovazione? Non per tutti…
Quale modo migliore di inizare questo blog se non dicendo che l’innovazione non è per tutti?
La nostra esperienza quotidiana dimostra abbastanza bene che non tutte le aziende sono interessate a innovare - ad esempio, partecipando a progetti, o facendo formazione.
Vale la pena citare i risultati dello “Studio della domanda dei bisogni di servizi a supporto dell’innovazione” realizzato dal Prof. Roberto Verganti et al. del Politecnico di Milano per la CCIAA di Milano. Mettendo a matrice i risultati conseguiti in passato e l’orientamento al futuro, vengono identificate quattro categorie di aziende:
- Innovatrici (9% del totale): hanno già realizzato innovazioni di punta ed hanno visione delle innovazioni future;
- Aspiranti (31% del totale): hanno visione delle innovazioni future, ma non hanno ancora realizzato innovazioni;
- Inerti (spente) (4% del totale): hanno realizzato innovazioni di punta in passato, ma non hanno visione di innovazioni future;
- Inerti (persistenti) (56% del totale): non hanno realizzato innovazioni di punta in passato e non sono interessate ad innovazioni future;
Cosa vogliono dire questi dati? Che il “target” di un ente che si occupa di trasferimento tecnologico non sono tutte le imprese, ma una fetta molto limitata: gli “aspiranti”. Questo perché gli “aspiranti” sono interessati a fare innovazione, ma non sanno come fare e quindi hanno bisogno di supporto e servizi. Non così le aziende innovatrici, dato che se la cavano già bene da sole e quindi non necessitano di supporti. E neppure hanno bisogno di servizi per l’innovazione le aziende “inerti”, dato che - semplicemente - non sono interessate all’innovazione.
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