La creativitÃ
Di questi tempi, di creatività si parla e si sparla in continuazione. E ne dobbiamo parlare anche qui, dato che per essere innovativi bisogna essere creativi.
La creatività è spesso male interpretata, e il creativo viene visto come un bohémien: anticonformista, libero e disordinato. In realtà , però, la creatività è invece figlia di preparazione, conoscenza e impegno. Tanto che qualcuno è arrivato a dire che “non esiste il talento, quello che chiamate talento è in realtà passione, che non fa sentire il peso dello studio e della continua volontà di migliorarsi“. Si vede quindi che non c’è contrasto tra creatività ed organizzazione: anzi, tutti i membri dell’organizzazione dovrebbero essere stimolati ad essere creativi per esprimere al massimo le proprie potenzialità .
Ma cosa vuol dire essere creativi? Si possono riconoscere due “stili” di creatività diversi:
- gli adattatori sono coloro che cercano di fare le cose meglio; puntano a migliorare le situazioni (i processi e prodotti, nel nostro caso) esistenti.
- i riformatori, che sono coloro che cercano
di fare le cose diversamente; si propongono di introdurre innovazioni radicali
Spesso i riformatori preferiscono operare in ambiti, come ad esempio il marketing, dove hanno a che fare con un ambiente fluido in continua evoluzione, mentre adattatori scelgono professioni “tecniche” (come produzione e amministrazione) dove la relativa stabilità permette loro di mettere a frutto la loro tendenza a migliorare le cose.
Non c’è però una di queste categorie che è più creativa dell’altra: entrambe possono portare il proprio contributo ed è spesso opportuno far lavorare assieme persone appartenenti ad entrambe le categorie in modo da poter cogliere i massimi vantaggi.
Questa distinzione comporta però un’esigenza di attenzione sul modo in cui va comunicata l’innovazione al gruppo (ad esempio i membri dell’azienda). Infatti, un’innovazione radicale può essere vista con un certo scetticismo dagli “adattatori”, dato che li costringe a “buttare via” tutti i piccoli miglioramenti che hanno fatto, mentre un’innovazione incrementale può deludere i “riformatori” dato che non è “realmente nuova” secondo i loro criteri di valutazione.
La creatività , come abbiamo detto, va valorizzata in ogni punto dell’azienda, e non solo nella ricerca e sviluppo: infatti tutti i processi interni possono essere migliorati, dall’amministrazione alla logistica. E i suggerimenti che emergono non devono essere confinati al settore di provenienza, dato che a volte piccole modifiche nel modo di lavorare di un settore possono portare a grossi vantaggi in un altro (si pensi ad esempio al caso “classico” di introduzione di modifiche al design del prodotto che permettono risparmi di spazio o semplificazione del trasporto e/o del immagazzinamento).
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