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Chiara, Alberto, Garlasco, e io.

September 27th, 2007 by doct

Allora, alla fine hanno arrestato ’sto benedetto Alberto Stasi o come si chiama, ex fidanzato di Chiara. “ex”, secondo i giornali dato che la ragazza è morta.

Ora, io non voglio sembrare offensivo, ma mi chiedo una cosa: a me, che cazzo me ne frega? Perché cavolo i giornalisti devono stressarci con notizie inutili su cosa avrebbero potuto aver fatto mangiato, detto? Qual’è l’utilità della notizia? Cosa gli cambia alla gente sapere o no tutti i dettagli (che poi comunque spesso poi vengono smentiti) della faccenda? Non sarebbe meglio anche lasciare la famiglia e gli amici della povera ragazza in pace?

No, perché purtroppo l’Italia è una Repubblica fondata sul gossip.  I giornalisti hanno trovato delle (presunte) storie su cui romanzare, su cui poter sfogare la loro creatività repressa e quindi le mettono in prima pagina. Beh, lasciatemelo dire (ma tanto ve ne sarete accorti da soli): inizio a pensare che i giornalisti italiani siano incapaci. Non tutti, per carità, ma un bravo giornalista dovrebbe andare a cercare la notizia “vera”, e non limitarsi a fare pettegolezzi da sala d’attesa. E, se mai un giornalista leggesse questo post, non si offenda, purtroppo è l’amara verità, piuttosto se la prenda con i suoi colleghi che hanno abbassato gli standard qualitativi della sua professione. Non l’ho certo deciso io che l’Italia sia da anni un paese in cui un Enrico Mentana ha la stessa credibilità del Gabibbo.

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Cellulari VS. Alcool

September 21st, 2007 by doct

Non voglio fare la figura di voler fondare un movimento pro-alcolismo. Ma iniziano a esserci studi seri sugli effetti dell’alcool e di altri fattori che influenzano la guida. Come i cellulari, ad esempio.

Da quanto emerge da numerose ricerche di diversi istituti dimostrano la maggiore pericolosità del telefonino - anche se usato con vivavoce - in auto. Secondo gli studi del Transport Research Laboratory, la capacità di reazione di un guidatore con il cellulare (anche vivavoce) è inferiore del 30% rispetto alla capacità di reazione di uno che ha bevuto. I dettagli li potete trovare in un articolo del Daily Mail.

Credo che questo non stupisca nessuno, basta un po’ di buon senso e ripensare alle proprie esperienze in auto, quante volte vi trovate gente che telefona è distratta e fa manovre pericolose, tagliandovi la strada o altro. Giusto ieri, stavo svoltando in una laterale e quello davanti a me si è fermato giusto in mezzo di strada a telefonare.

Chissà se un giorno qualcuno deciderà di fare qualcosa (di serio) contro i guidatori distratti?

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Indicizzazione del Blog su Technorati

September 18th, 2007 by doct

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Guida in stato di ebbrezza & conti che non tornano

September 18th, 2007 by doct

In queste ultime settimane, si vede continuamente sui giornali snocciolare dati su quanto sia pericoloso l’alcol alla guida, su quanti incidenti siano causati dall’ubriachezza, su quanta gente si metta alla guida in stato di ebbrezza, e su quanto sarebbe opportuno prevedere sanzioni severissime per chi guida con un tasso alcolemico oltre i limiti (cosa peraltro già in parte fatta dal Governo).

Peccato però che ci sia qualche conto che non torna. Il 20 agosto, un articolo Il Gazzettino indicava che, in base ai dati forniti dal Servizio epidemiologico del Veneto, un terzo degli incidenti mortali vede coinvolti automobilisti che hanno “esagerato” con l’alcool.
Alcune settimane prima, un’intervista sul Corriere del Veneto al Procuratore di Treviso Fojadelli citava il dato che metà dei conducenti fermati di notte dalle pattuglie in servizio nella Marca Trevigiana sarebbe avrebbe un tasso alcolemico oltre ai limiti.

E qui iniziano a non tornare più i conti: in base a questi due semplici dati la conclusione è un po’ diversa da quella che viene solitamente presentata. Ricapitolando, sembrerebbe che di notte:

  • “ubriachi” alla guida: 50% del totale
  • incidenti che coinvolgono “ubriachi”: 33% del totale

Se questi dati sono corretti (e non vedo perché non ci si dovrebbe fidare di quanto affermato dal Servizio Epidemologico o dal Procuratore Fojadelli), la conclusione è che chi *non* beve ha ben il doppio di possibilità di essere coinvolto in un incidente mortale di chi invece sarebbe “ubriaco”. Perché, ovviamente, per fare un ragionamento statisticamente significativo è necessario il confrontare le percentuali degli incidenti con quelle relative al totale dei circolanti. Cioè si deve confrontare:

  • % di “ubriachi” coinvolti in incidenti ÷ % di circolanti “ubricachi”
  • % di “sobri” coinvolti in incidenti ÷ % di circolanti “sobri”

Volendo essere rigorosi, il calcolo dovrebbe considerare anche la percentuale di automobilisti coinvolti in incidenti sul totale dei circolanti, ma questo valore può essere trascurato dato che poi si annulla (è uguale in entrambi i calcoli, e quando facciamo la divisione il risultato di questo fattore è per forza uguale ad 1). Quindi sostituendo i dati:

  • 33% / 50% × pincidenti
  • (1 - 33% )/ 50% × pincidenti

E appunto, 33% diviso 50% fa esattamente la metà di 66% (la percentuale di automobilisti “non ubriachi” coinvolti in incidenti mortali) diviso 50%.

Addirittura, questi dati dicono che se si costringesse per legge la gente a bere prima di guidare, gli incidenti dovrebbero ridursi di un terzo.

Stiamo scrivendo stupidaggini? Quantomeno, è la dimostrazione che si può utilizzare statistiche per dimostrare più o meno qualunque cosa. Può quantomeno voler dire due cose. Il primo è che probabilmente i limiti alcolemici sono eccessivamente bassi, e del resto fino a qualche anno fa il tasso accettabile era molto più alto (0.80) se confrontato con quello previsto dalla legge attuale (0.50): quindi non si capisce come mai uno che avesse 0.75 prima fosse un buon padre di famiglia e oggi sia una specie di maniaco da liniciare.

Probabilmente più che sanzioni “severe” e basta, sarebbero più giuste sanzioni progressive, che non puniscano in modo spropositato chi è appena fuori dai limiti, e  incrementino prevedendo sanzioni esponenzialmente severe all’aumentare del tasso alcolico nel sangue.

La seconda considerazione che viene in mente è che oltre alla “guida in stato di ebbrezza” di cui va tanto di moda parlare di questi tempi, vi sono altre cause di incidenti che hanno un ruolo significativo, e forse “più” significativo. Da un punto di vista statistico, non si può non riflettere sui dati delle statistiche di ACI e ISTAT. Val la pena citare il comunicato stampa di ACI dell’8 agosto scorso: “La totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3,2% dell’estensione complessiva delle strade italiane – dichiara l’ACI – le cui condizioni rappresentano, oggi, un forte elemento di rischio. Lo stato di manutenzione dell’asfalto e della segnaletica, infatti, è critico, preoccupante ed estremamente pericoloso”.

E personalmente, per quel nulla che vale, la mia esperienza diretta lo conferma: l’ultima volta che ho rischiato un incidente non era per colpa di un ubriaco che mi ha tagliato la strada, ma di lavori stradali non adeguatamente segnalati in un tratto di strada addirittura non illuminato di notte (per la cronaca, stavano costruendo un’ennesima rotonda). Ma, ovvimanente, intervenire sulla rete stradale costa. Mentre inasprire le sanzioni e le multe è fonte di guadagno. Fin troppo facile immaginare la strada che si prenderà in Italia.

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La sopraintendenza e Wikipedia

September 16th, 2007 by doct

Non so se avete avuto occasione di seguire un po’ la vicenda. In sintesi il discorso è questo: la sopraintendenza per i beni culturali del Comune di Firenze ha imposto a Wikipedia di rimuovere le foto delle opere ospitate nei musei della città in quanto violerebbe il diritto d’autore che sarebbe detenuto dallo Stato.

Ci sono due ordini di commenti che vanno fatti, a mio parere. Il primo, è che stiamo parlando di opere del 1400-1500, di indubbio valore artistico ma soprattutto culturale, non di pseudo-canzoncine di qualche pop-star famosa solo perché va in giro senza mutande.  E quindi, qualcuno dovrebbe ricordarsi che in Italia c’è anche una cosa che si chiama Costituzione, e in questa cosa è un Articolo 3, che al secondo comma dice:

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Sottolineo che si parla di rimuovere gli ostacoli, non di introdurne di nuovi. E quindi limitare la “libertà di circolazione” di opere di questo tipo è semplicemente osceno.

L’altro commento che non si può non fare è sulla legge sulla base della quale questa richiesta è stata fatta.  La legge del 2004 ha imposto che qualunque ripresa o fotografia di musei o di beni di interesse culturale (compresi i paesaggi!) devono essere preventivamente autorizzate dal Capo d’Istituto.

In pratica, non puoi fare foto, ma devi comprare le cartoline. Il che è abbastanza assurdo: va bene tutelare gli interessi di chi paga la concessione per vendere le cartoline e gli oggetti ricordo, ma probabilmente si sta un po’ esagerando: l’uso personale e l’uso non a fini di lucro dovrebbe essere almeno altrettanto tutelato, quando si para di beni di indubbio valore culturale. E soprattutto, mi pare assolutamente ridicola la semplice idea di vietare di fotografare i paesaggi. Anche se non è un’idea solo italiana: forse qualcuno si ricorderà il tentativo parigino di vietare di fare foto che avessero anche la Tour Eiffel sullo sfondo…

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