December 20th, 2007 by doct
L’ONU ha votato la moratoria sulla pena di morte, qualche giorno fa. Un fatto importante, nonostante il Paese che ha spinto di più verso questa mozione è l’Italia, che a livello internazionale ha la credibilità che ha. Ma se è una cosa talmente importante come sembra, perché fuori dall’Italia non ne parla assolutamente nessuno? Non è che non ne parlano gli USA che, si sa, alla pena di morte ci tengono, oppure gli Inglesi che reggono il gioco agli USA. Non ho trovato nemmeno un trafiletto neppure sui giornali Francesi o Spagnoli. Perché? Viene il sospetto che il documento votato dall’ONU abbia il valore di un quadratino di carta igienica in una foresta pluviale, e che qui da noi sia spacciato per fatto epocale per consentire a chi ci ha lavorato di farsi bello. Spero di sbagliarmi, ovviamente.
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December 10th, 2007 by doct
Permettetemi una voce fuori dal coro. La sicurezza sul lavoro è un problema serio che meriterebbe di essere affrontato in modo serio, mentre mi pare che il Governo voglia anche in questo caso lavarsi la coscienza introducendo nuove misure penali che verosimilmente si tradurranno semplicemente in più burocrazia, maggiori costi per le aziende che sono attente alle sicurezza (le altre continueranno a sbattersene), e zero maggiore sicurezza per i lavoratori.
Ma soprattutto, perché non iniziamo anche noi lavoratori e il sindacato a fare autocritica? Non mi riferisco allo specifico caso di Torino, perché non si sa ancora cos’è successo, ma mi pare ridicolo che poi spesso si salta fuori con scioperi in cui salta fuori qualcuno a dire: “Ecco, era solo questione di tempo, è tanto che lo sapevamo che non sono rispettate le misure di sicurezza”. Ma se sapevi che non erano rispettate le misure di sicurezza, perché hai aspettato che qualche poveraccio ci lasciasse la pelle, prima di fare sciopero? Perché non l’hai fatto prima?
E poi, va detto, sicuramente ci sono grosse colpe delle aziende, ma ce ne sono diverse anche da parte nostra (dei lavoratori), perché spesso siamo i primi che per pigrizia o scomodità non si preoccupano della sicurezza, ad esempio evitando di mettere il caschetto perché è caldo, scomodo, spettina.
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November 26th, 2007 by doct
Ieri un militare italiano è rimasto ucciso cercando di impedire un attentato tra la folla, in Afghanistan. In seguito alla sua morte, si sono riaperte le solite polemiche sull’utilità della missione, sul rischio, ecc.
Ora, io non capisco bene: i soldati italiani non li abbiamo mandati lì proprio per questo, per rischiare la pelle al posto dei civili locali? Se un italiano muore per salvare 10, 20 afghani, non dovremmo essere soddisfatti? Oppure la vita degli afghani e quella degli italiani vale in modo diverso? L’importante è forse che non vengano uccisi italiani o che non vengano uccise persone? Basta non essere coinvolti perché vada tutto bene? E soprattutto, ma perché è quella che si fa chiamare sinistra a ragionare in questo modo? Boh…
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November 8th, 2007 by doct
Credo che mi comprerò un etilometro, dato che su internet si trovano anche modelli a meno di 30 euro. E si trovano anche le F.A.Q. sull’utilizzo di tali apparecchi. Che tolgono quell’aura di “sentito dire” a molti dubbi che in molti hanno sollevato.
Gli etilometri un risultato attendibile (ma comunque, secondo i produttori “indicativo”) solo se vengono rispettate delle precise regole di utilizzo:
- Non aver bevuto nei 15 minuti che precedono il test perchè l’alcool presente nel cavo orale falserebbe il risultato del test.
- Non aver fumato nei 15 minuti che precedono il test.
- Il soggetto non deve aver patologie o aver assunto farmaci, altrimenti in diversi casi comunque il test viene falsato.
Per questo motivo, i produttori di etilometri consigliano di effettuare due test, a distanza di 15 minuti l’uno dall’altro. Non mi risulta che se si viene fermati e trovati positivi venga fatto ripetere il test dopo 15 minuti.
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October 15th, 2007 by doct
Non vi propongo nessun trucco. Nessuna falsificazione. Nulla di illegale. Semplicemente un fatto: in molti casi, il test del palloncino viene fatto in modo impreciso da vigili e polizia, con il risultato di poter dare come risultato valori significativamente più alti di quelli reali. Con i conseguenti rischi di multe e non solo.
Per capire perché, va ricordato come funziona l’etilometro. Innanzi tutto, bisogna tenere in considerazione che il nostro organismo assorbe tutto l’alcol ingerito dopo circa 1 ora e che, essendo molto lento il suo metabolismo, resta in circolo per molte ore diminuendo pian piano (10 – 15 ml di alcol all’ora). La proprietà più importante dell’etanolo contenuto nell’alcool è che quando il sangue contenente l’alcol attraverso la zona dei polmoni una parte di esso viene espulso attraverso la respirazione, parte che è sempre proporzionale alla quantità presente in quel momento nel sangue. Per questo motivo analizzando la quantità di alcool etilico espulso con la respirazione si può misurare il livello di alcolemia. Tutto a posto dunque, tutto sicuro? Assolutamente no.
Perché la misura sia corretta è necessario che l’alcool provenga effettivamente dai polmoni e non, ad esempio, dalla bocca. Se avete bevuto da poco, probabilmente avete alcool ancora in bocca, e pertanto il tasso alcolico misurato sarà più alto - forse anche notevolmente - di quello “reale” presente nel sangue.
E’ vostro diritto, se siete stati fermati per fare il test del palloncino chiedere che vi sia consentito di sciacquare la bocca con dell’acqua, o di fare segnare sul verbale che non vi è stato possibile farlo.
Ripeto: non è un “trucco” o qualcosa del genere, è semplicemente volere una misura corretta.
Vi lascio con tre metodi per risultare positivi (sopra 0,50!) all’alcool-test, senza ingerire una goccia d’alcool:
- mettere in bocca della grappa, e sputarla senza ingerire nulla.
- fare uno sciaquo della bocca con del colluttorio
- due spruzzate di Ventolin (quello contro l’asma)
Davvero uno che ha fatto una delle tre cose dell’elenco sopra indicato deve poter essere additato come una sorta di mostro?
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October 15th, 2007 by doct
La cosa che detesto di più della nuova normativa contro la guida in stato di ebbrezza è che mi tocca difendere chi guida ubriaco.
Ieri sono successi due incidenti (no, non è vero, ne sono successi almeno un centinaio, probabilmente, ma i giornali hanno parlato solo di questi due). Un tipo con un SUV, ubriaco fradicio e drogato ha causato un incidente(*) in cui sono purtroppo morte delle persone, e un altro dopo aver bevuto un paio di birre in pizzeria ha fatto un incidente in cui anche lì ci sono state delle vittime. Quello che mi domando io però è questo: come si fa mettere le cose sullo stesso piano? Sono due cose completamente diverse, e non è giusto che persone far diventare “mostri” delle persone, che sicuramente hanno sbagliato, ma sono soprattutto state sfortunate, in realtà . E che magari sono vittime del fatto che l’alcol test è fatto in modo approssimativo. Ma questa è una cosa secondo me tanto importante che credo di dover scrivere un post apposito.
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October 10th, 2007 by doct
Non so se avete sentito l’ultima notizia, che i cellulari aumenterebbero del 20% il rischio di tumori al cervello. Cavoli. Da avere paura. Dei giornali, però.
E’ incredibile l’uso distorto delle statistiche che fanno i giornali. Come al solito, se non si conosce il dato di partenza, le percentuali non vogliono dire assolutamente niente. Da come è presentato, il vuole fare pensare che se usi il cellulare hai una possibilità su cinque di prendere un tumore al cervello. Ma non è così, si parla invece di incremento del rischio. E manca, appunto il dato di partenza: quante probabilità ha un individuo che non usa il cellulare di avere un tumore al cervello? Lo 0,010%? (ipotizziamo, probabilmente è meno di 1 su 10.000) Allora uno che usa il cellulare ha un rischio dello 0,012%. E se lo vedete con la probabilità di non ammalarsi, allora il dato diventa ancora più clamorosamente ridicolo. Uno che non usa il cellulare ha una possibilità di non ammalarsi del 99,990%. Mentre uno che abusa del cellulare “solo” del 99,988%.
Per favore. Risparmiateci di presentare statistiche distorte. Il top comunque lo aveva raggiunto Repubblica un paio di mesi fa, quando sono riusciti a fare un titolo che parlava di una improvvisa e totale crisi del commercio elettronico, perché il tasso di crescita era diminuito del 40%. Mostruoso? Vuol dire (c’era nel resto dell’articolo) che l’anno scorso
il commercio elettronico aveva fatto +20%. Quest’anno +12%. “Crisi” è una parola che vuol dire ben altro, a casa mia, e anche sui vocabolari di italiano.
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October 3rd, 2007 by doct
Allora, la storia è molto semplice: c’è un blog, per la verità senza troppe pretese, che prende di mira Clemente Mastella. Il ministro della Giustizia, con una rapidità quasi sorprendente (il blog è nato il 10 settembre scorso… meno di un mese fa) è riuscito a definirlo “neonazista” a Ballarò e soprattutto a chiedere di oscurarlo alla polizia postale.
Ora, che uno condivida o meno quello che dicono gli autori del blog su Mastella, mi pare inquietante che si pretenda di oscurare chi critica, seppur aspramente. Dovrebbe esistere una cosa che si chiama libertà di espressione. Tanto più che un blog non è un giornale, è un diario, per quanto pubblico, e pertanto ha il diritto di utilizzare un linguaggio più “informale”, che può anche voler dire più impreciso.
E tanto più se è oggettivametne microscopico. Diciamoci la verità : se Mastella non gli faceva tutta questa pubblicità , quanti saprebbero che esiste mastellatiodio.blogspot.com? Invece adesso ne stanno parlando tutti i giornali e tutti i blog. Adesso il blog non chiuderà mai più. Cambierà indirizzo. Cambierà autori. Ma rimarrà in rete.
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October 1st, 2007 by doct
Non so se ridere o piangere quando sento certe considerazioni sul fatto, ad esempio che le pizze sono aumentate, ma la farina costa uguale, o che le mele al produttore gli danno una cifra e quando le compri al supermercato sotto casa, le paghi dieci volte di più.
Personalmente, quelli che fanno questo genere di considerazioni credo andrebbero presi a calci. Mi spiego meglio. Quando compri una pizza, non compri tot grammi di farina, tot grammi di pomodoro, ecc. Compri innanzi tutto il know-how del pizzaiolo che sa (o dovrebbe sapere) come fare una pizza buona. Se pensate che il know-how non valga niente, allora probabilmente fareste bene a restituire lo stipendio che ricevete, perché è per il know-how che vi pagano, che siate impiegati o operai. Se pensate che non avete bisogno del know-how del pizzaiolo, allora dovreste andare al supermercato, comprare la farina e gli altri ingredienti, e farvi la pizza per conto vostro. Ma non è la stessa cosa: quando vai in pizzeria, ti interessa anche l’ambiente, il fatto di essere “fuori casa”, ecc. Questo è un servizio, e pertanto non si può pretendere di non pagarlo.
E anche sui prezzi che aumentano man mano che ci sono passaggi tra produttori e rivenditori, a volte si trascura che gli intermediari hanno funzioni ben precise che non sono assolutamente secondarie, e che però devono essere pagate. La più semplice e immediatamente comprensibile è quella logistica: una mela della Val di Non in Val di Non, non mi serve assolutamente a niente. Se devo spendere io i soldi e il tempo per andare a prenderla, mi costerebbe una fortuna. Ma il trasporto, per quanto importante, non è assolutamente l’unico ruolo che hanno i fornitori. C’è per esempio il ruolo di assunzione del rischio, economico e non solo, sia di produttori che di acquirenti finali. O quello di favorire l’incontro tra più produttori e più acquirenti. Sono servizi.
Insomma, non è che a me piacciano gli aumenti di prezzi, anzi. Ma io sono convinto che il mio lavoro valga qualcosa, e che pertanto sia così anche per il lavoro altrui. E conti che trascurano questo aspetto - che, ripeto, secondo me non è secondario - rischiano anche di oscurare le vere problematiche dell’inflazione.
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September 27th, 2007 by doct
Allora, alla fine hanno arrestato ’sto benedetto Alberto Stasi o come si chiama, ex fidanzato di Chiara. “ex”, secondo i giornali dato che la ragazza è morta.
Ora, io non voglio sembrare offensivo, ma mi chiedo una cosa: a me, che cazzo me ne frega? Perché cavolo i giornalisti devono stressarci con notizie inutili su cosa avrebbero potuto aver fatto mangiato, detto? Qual’è l’utilità della notizia? Cosa gli cambia alla gente sapere o no tutti i dettagli (che poi comunque spesso poi vengono smentiti) della faccenda? Non sarebbe meglio anche lasciare la famiglia e gli amici della povera ragazza in pace?
No, perché purtroppo l’Italia è una Repubblica fondata sul gossip. I giornalisti hanno trovato delle (presunte) storie su cui romanzare, su cui poter sfogare la loro creatività repressa e quindi le mettono in prima pagina. Beh, lasciatemelo dire (ma tanto ve ne sarete accorti da soli): inizio a pensare che i giornalisti italiani siano incapaci. Non tutti, per carità , ma un bravo giornalista dovrebbe andare a cercare la notizia “vera”, e non limitarsi a fare pettegolezzi da sala d’attesa. E, se mai un giornalista leggesse questo post, non si offenda, purtroppo è l’amara verità , piuttosto se la prenda con i suoi colleghi che hanno abbassato gli standard qualitativi della sua professione. Non l’ho certo deciso io che l’Italia sia da anni un paese in cui un Enrico Mentana ha la stessa credibilità del Gabibbo.
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