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	<title>doct's blog</title>
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	<description>Riflessioni su internet, innovazione, aziende mondo del lavoro e su quello che mi passa per la testa...</description>
	<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 09:44:42 +0000</pubDate>
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		<title>Aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 09:44:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[comunicazioni di servizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Purtroppo, come avrete notato, non ho molto tempo di aggiornare questo blog: potete trovare delle cose interessanti su Banche, un blog al quale ogni tanto collaboro che si occupa soprattutto di economia e &#8220;piccola finanza&#8221;, ma non solo&#8230;
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo, come avrete notato, non ho molto tempo di aggiornare questo blog: potete trovare delle cose interessanti su <a href="http://banche.blogspot.com">Banche</a>, un blog al quale ogni tanto collaboro che si occupa soprattutto di economia e &#8220;piccola finanza&#8221;, ma non solo&#8230;</p>
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		<title>Sulla moratoria sulla pena di morte</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 18:39:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ONU ha votato la moratoria sulla pena di morte, qualche giorno fa. Un fatto importante, nonostante il Paese che ha spinto di più verso questa mozione è l&#8217;Italia, che a livello internazionale ha la credibilità che ha. Ma se è una cosa talmente importante come sembra, perché fuori dall&#8217;Italia non ne parla assolutamente nessuno? Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ONU ha votato la moratoria sulla pena di morte, qualche giorno fa. Un fatto importante, nonostante il Paese che ha spinto di più verso questa mozione è l&#8217;Italia, che a livello internazionale ha la credibilità che ha. Ma se è una cosa talmente importante come sembra, <strong>perché fuori dall&#8217;Italia non ne parla assolutamente nessuno</strong>? Non è che non ne parlano gli USA che, si sa, alla pena di morte ci tengono, oppure gli Inglesi che reggono il gioco agli USA. Non ho trovato nemmeno un trafiletto neppure sui giornali Francesi o Spagnoli. Perché? Viene il sospetto che il documento votato dall&#8217;ONU abbia il valore di un quadratino di carta igienica in una foresta pluviale, e che qui da noi sia spacciato per fatto epocale per consentire a chi ci ha lavorato di farsi bello. Spero di sbagliarmi, ovviamente.</p>
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		<title>Sugli incidenti sul lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 11:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Permettetemi una voce fuori dal coro. La sicurezza sul lavoro è un problema serio che meriterebbe di essere affrontato in modo serio, mentre mi pare che il Governo voglia anche in questo caso lavarsi la coscienza introducendo nuove misure penali che verosimilmente si tradurranno semplicemente in più burocrazia, maggiori costi per le aziende che sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettetemi una voce fuori dal coro. La sicurezza sul lavoro è un problema serio che meriterebbe di essere affrontato in modo serio, mentre mi pare che il Governo voglia anche in questo caso lavarsi la coscienza introducendo nuove misure penali che verosimilmente si tradurranno semplicemente in più burocrazia, maggiori costi per le aziende che sono attente alle sicurezza (le altre continueranno a sbattersene), e zero maggiore sicurezza per i lavoratori.</p>
<p>Ma soprattutto, perché non iniziamo anche noi lavoratori e il sindacato a fare autocritica? Non mi riferisco allo specifico caso di Torino, perché non si sa ancora cos&#8217;è successo, ma mi pare ridicolo che poi spesso si salta fuori con scioperi in cui salta fuori qualcuno a dire: &#8220;Ecco, era solo questione di tempo, è tanto che lo sapevamo che non sono rispettate le misure di sicurezza&#8221;. Ma se sapevi che non erano rispettate le misure di sicurezza, perché hai aspettato che qualche poveraccio ci lasciasse la pelle, prima di fare sciopero? Perché non l&#8217;hai fatto prima?</p>
<p>E poi, va detto, sicuramente ci sono grosse colpe delle aziende, ma ce ne sono diverse anche da parte nostra (dei lavoratori), perché spesso siamo i primi che per pigrizia o scomodità non si preoccupano della sicurezza, ad esempio evitando di mettere il caschetto perché è caldo, scomodo, spettina.</p>
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		<title>Non ho capito una cosa</title>
		<link>http://doct.fioi.net/2007/11/26/non-ho-capito-una-cosa/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri un militare italiano è rimasto ucciso cercando di impedire un attentato tra la folla, in Afghanistan. In seguito alla sua morte, si sono riaperte le solite polemiche sull&#8217;utilità della missione, sul rischio, ecc.
Ora, io non capisco bene: i soldati italiani non li abbiamo mandati lì proprio per questo, per rischiare la pelle al posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri un militare italiano è rimasto ucciso cercando di impedire un attentato tra la folla, in Afghanistan. In seguito alla sua morte, si sono riaperte le solite polemiche sull&#8217;utilità della missione, sul rischio, ecc.</p>
<p>Ora, io non capisco bene: i soldati italiani non li abbiamo mandati lì proprio per questo, per rischiare la pelle al posto dei civili locali? Se un italiano muore per salvare 10, 20 afghani, non dovremmo essere soddisfatti? Oppure la vita degli afghani e quella degli italiani vale in modo diverso? L&#8217;importante è forse che non vengano uccisi italiani o che non vengano uccise persone? Basta non essere coinvolti perché vada tutto bene? E soprattutto, ma perché è quella che si fa chiamare sinistra a ragionare in questo modo? Boh&#8230;</p>
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		<title>Domande frequenti sull&#8217;etilometro</title>
		<link>http://doct.fioi.net/2007/11/08/domande-frequenti-sulletilometro/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 16:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che mi comprerò un etilometro, dato che su internet si trovano anche modelli a meno di 30 euro. E si trovano anche le F.A.Q. sull&#8217;utilizzo di tali apparecchi. Che tolgono quell&#8217;aura di &#8220;sentito dire&#8221; a molti dubbi che in molti hanno sollevato.
Gli etilometri un risultato attendibile (ma comunque, secondo i produttori &#8220;indicativo&#8221;) solo se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che mi comprerò un etilometro, dato che su internet si trovano anche modelli a meno di 30 euro. E si trovano anche le F.A.Q. sull&#8217;utilizzo di tali apparecchi. Che tolgono quell&#8217;aura di &#8220;sentito dire&#8221; a molti dubbi che in molti hanno sollevato.</p>
<p>Gli etilometri un risultato attendibile (ma comunque, secondo i produttori &#8220;indicativo&#8221;) solo se vengono rispettate delle precise regole di utilizzo:</p>
<ul>
<li><strong>Non aver bevuto nei 15 minuti che precedono il test</strong> perchè l&#8217;alcool presente nel cavo orale falserebbe il risultato del test.</li>
<li><strong>Non aver fumato nei 15 minuti che precedono il test</strong>.</li>
<li>Il soggetto non deve aver patologie o aver assunto farmaci, altrimenti in diversi casi comunque il test viene falsato.</li>
</ul>
<p>Per questo motivo, i produttori di etilometri consigliano di effettuare due test, a distanza di 15 minuti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Non mi risulta che se si viene fermati e trovati positivi venga fatto ripetere il test dopo 15 minuti.</p>
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		<title>Ipocrisia scientifica senza confini</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 12:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo della Scienza di Londra ha annullato una conferenza del premio Nobel James Watson, perché qualche giorno fa aveva dichiarato che i neri sarebbero meno intelligenti dei bianchi in base a diversi test fatti.
Personalmente, mi pare un atteggiamento totalmente ipocrita e demagogico, quello del  Museo. Non c&#8217;è nulla di male in quello che aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Museo della Scienza di Londra ha annullato una conferenza del premio Nobel James Watson, perché qualche giorno fa aveva dichiarato che i neri sarebbero meno intelligenti dei bianchi in base a diversi test fatti.</p>
<p>Personalmente, mi pare un atteggiamento totalmente ipocrita e demagogico, quello del  Museo. Non c&#8217;è nulla di male in quello che aveva sostenuto il premio Nobel, in realtà, anche se probabilmente lo aveva sostenuto in modo poco elegante. E del resto non dovrebbe neppure stupire l&#8217;affermazione, dato che è una conseguenza abbastanza naturale delle pressioni evolutive degli ultimi 3-4 mila anni, che hanno favorito in Africa la sopravvivenza e il dominio degli individui più forti e resistenti (e infatti basta vedere le gare delle Olimpiadi), mentre in altre parti del mondo ha piuttosto spinto, verso &#8220;un certo tipo&#8221; di intelligenza. Cosa che comunque di per sé non significa che qualcuno  è inferiore o superiore, anche perché l&#8217;intelligenza in realtà non è un concetto &#8220;assoluto&#8221;, ma può essere misurato e valutato in mille diversi modi.</p>
<p>Pretendere che siamo tutti &#8220;identici&#8221; è, oltre che sbagliato, del tutto fuorviante e pericoloso: ciascun individuo, ciascun gruppo, ha le proprie caratteristiche, che vanno riconosciute e valorizzate. Non si può certo pretendere che quello che va bene per uno possa andare bene identicamente per tutti.</p>
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		<title>Come &#8220;scampare&#8221; all&#8217;etilometro</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 16:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non vi propongo nessun trucco. Nessuna falsificazione. Nulla di illegale. Semplicemente un fatto: in molti casi, il test del palloncino viene fatto in modo impreciso da vigili e polizia, con il risultato di poter dare come risultato valori significativamente più alti di quelli reali. Con i conseguenti rischi di multe e non solo.
Per capire perché, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vi propongo nessun trucco. Nessuna falsificazione. Nulla di illegale. Semplicemente un fatto: <strong>in molti casi, il test del palloncino viene fatto in modo impreciso da vigili e polizia, con il risultato di poter dare come risultato valori significativamente più alti di quelli reali</strong>. Con i conseguenti rischi di multe e non solo.</p>
<p>Per capire perché, va ricordato <strong>come funziona l&#8217;etilometro.</strong> Innanzi tutto, bisogna tenere in considerazione che il nostro organismo assorbe tutto l’alcol ingerito dopo circa 1 ora e che, essendo molto lento il suo metabolismo, resta in circolo per molte ore diminuendo pian piano (10 – 15 ml di alcol all’ora). La proprietà più importante dell’etanolo contenuto nell&#8217;alcool è che quando il sangue contenente l’alcol attraverso la zona dei polmoni una parte di esso viene espulso attraverso la respirazione, parte che è sempre proporzionale alla quantità presente in quel momento nel sangue. Per questo motivo analizzando la quantità di alcool etilico espulso con la respirazione si può misurare il livello di alcolemia. Tutto a posto dunque, tutto sicuro? Assolutamente no.</p>
<p><strong>Perché la misura sia corretta è necessario che l&#8217;alcool provenga effettivamente dai  polmoni e non, ad esempio, dalla bocca. </strong>Se avete bevuto da poco, probabilmente avete alcool ancora in bocca, e pertanto il tasso alcolico misurato sarà più alto - forse anche notevolmente - di quello &#8220;reale&#8221; presente nel sangue.</p>
<p>E&#8217; vostro diritto, <strong>se siete stati fermati per fare il test del palloncino chiedere che vi sia consentito di sciacquare la bocca con dell&#8217;acqua, o di fare segnare sul verbale che non vi è stato possibile farlo</strong>.</p>
<p>Ripeto: <em>non è un &#8220;trucco&#8221; o qualcosa del genere, è semplicemente volere una misura corretta</em>.</p>
<p>Vi lascio con tre metodi per risultare positivi (sopra 0,50!) all&#8217;alcool-test, senza ingerire una goccia d&#8217;alcool:</p>
<ul>
<li>mettere in bocca della grappa, e sputarla <em>senza ingerire nulla</em>.</li>
<li>fare uno sciaquo della bocca con del colluttorio</li>
<li>due spruzzate di Ventolin (quello contro l&#8217;asma)</li>
</ul>
<p>Davvero uno che ha fatto una delle tre cose dell&#8217;elenco sopra indicato deve poter essere additato come una sorta di mostro?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mostri veri e mosti mediatici</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 16:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosa che detesto di più della nuova normativa contro la guida in stato di ebbrezza è che mi tocca difendere chi guida ubriaco.
Ieri sono successi due incidenti (no, non è vero, ne sono successi almeno un centinaio, probabilmente, ma i giornali hanno parlato solo di questi due). Un tipo con un SUV, ubriaco fradicio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa che detesto di più della nuova normativa contro la guida in stato di ebbrezza è che mi tocca difendere chi guida ubriaco.</p>
<p>Ieri sono successi due incidenti (no, non è vero, ne sono successi almeno un centinaio, probabilmente, ma i giornali hanno parlato solo di questi due). Un tipo con un SUV, ubriaco fradicio e drogato ha causato un incidente(*) in cui sono purtroppo morte delle persone, e un altro dopo aver bevuto un paio di birre in pizzeria ha fatto un incidente in cui anche lì ci sono state delle vittime. Quello che mi domando io però è questo: <strong>come si fa mettere le cose sullo stesso piano? </strong>Sono due cose completamente diverse, e non è giusto che persone far diventare &#8220;mostri&#8221; delle persone, che sicuramente hanno sbagliato, ma sono soprattutto state sfortunate, in realtà. E che magari sono vittime del fatto che l&#8217;alcol test è fatto in modo approssimativo. Ma questa è una cosa secondo me tanto importante che credo di dover scrivere un post apposito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Statistiche del picchio</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 20:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornali]]></category>

		<category><![CDATA[attualità]]></category>

		<category><![CDATA[dati]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se avete sentito l&#8217;ultima notizia, che i cellulari aumenterebbero del 20% il rischio di tumori al cervello. Cavoli. Da avere paura. Dei giornali, però.
E&#8217; incredibile l&#8217;uso distorto delle statistiche che fanno i giornali. Come al solito, se non si conosce il dato di partenza, le percentuali non vogliono dire assolutamente niente. Da come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se avete sentito l&#8217;ultima notizia, che i cellulari aumenterebbero del 20% il rischio di tumori al cervello. Cavoli. Da avere paura. Dei giornali, però.</p>
<p>E&#8217; incredibile l&#8217;uso distorto delle statistiche che fanno i giornali. Come al solito, se non si conosce il dato di partenza, le percentuali non vogliono dire assolutamente niente. Da come è presentato, il vuole fare pensare che se usi il cellulare hai una possibilità su cinque di prendere un tumore al cervello. Ma non è così, si parla invece di incremento del rischio. E manca, appunto il dato di partenza: quante probabilità ha un individuo che non usa il cellulare di avere un tumore al cervello? Lo 0,010%? (ipotizziamo, probabilmente è meno di 1 su 10.000) Allora uno che usa il cellulare ha un rischio dello 0,012%. E se lo vedete con la probabilità di <em>non ammalarsi</em>, allora il dato diventa ancora più clamorosamente ridicolo. Uno che non usa il cellulare ha una possibilità di non ammalarsi del 99,990%. Mentre uno che abusa del cellulare &#8220;solo&#8221; del 99,988%.</p>
<p>Per favore. Risparmiateci di presentare statistiche distorte. Il top comunque lo aveva raggiunto Repubblica un paio di mesi fa, quando sono riusciti a fare un titolo che parlava di una improvvisa e totale crisi del commercio elettronico, perché il tasso di crescita era diminuito del 40%. Mostruoso? Vuol dire (c&#8217;era nel resto dell&#8217;articolo) che l&#8217;anno scorso<br />
il commercio elettronico aveva fatto +20%. Quest&#8217;anno +12%. &#8220;Crisi&#8221; è una parola che vuol dire ben altro, a casa mia, e anche sui vocabolari di italiano.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La polizia vuol far chiudere il blog anti-Mastella</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 20:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doct</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Allora, la storia è molto semplice: c&#8217;è un blog, per la verità senza troppe pretese, che prende di mira Clemente Mastella. Il ministro della Giustizia, con una rapidità quasi sorprendente (il blog è nato il 10 settembre scorso&#8230; meno di un mese fa) è riuscito a definirlo &#8220;neonazista&#8221; a Ballarò e soprattutto a chiedere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, la storia è molto semplice: c&#8217;è un blog, per la verità senza troppe pretese, che prende di mira Clemente Mastella. Il ministro della Giustizia, con una rapidità quasi sorprendente (il blog è nato il 10 settembre scorso&#8230; meno di un mese fa) è riuscito a definirlo &#8220;neonazista&#8221; a Ballarò e soprattutto a chiedere di oscurarlo alla polizia postale.</p>
<p>Ora, che uno condivida o meno quello che dicono gli autori del blog su Mastella, mi pare inquietante che si pretenda di oscurare chi critica, seppur aspramente. Dovrebbe esistere una cosa che si chiama libertà di espressione. Tanto più che un blog non è un giornale, è un diario, per quanto pubblico, e pertanto ha il diritto di utilizzare un linguaggio più &#8220;informale&#8221;, che può anche voler dire più impreciso.</p>
<p>E tanto più se è oggettivametne microscopico. Diciamoci la verità: se Mastella non gli faceva tutta questa pubblicità, quanti saprebbero che esiste <a href="http://mastellatiodio.blogspot.com">mastellatiodio.blogspot.com</a>? Invece adesso ne stanno parlando tutti i giornali e tutti i blog. Adesso il blog non chiuderà mai più. Cambierà indirizzo. Cambierà autori. Ma rimarrà in rete.</p>
]]></content:encoded>
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